Strumento gratuito

Verifica e Calcolo IBAN

Controlla un IBAN di qualsiasi paese, calcolalo dai codici ABI e CAB o scopri a quale banca appartiene. Immediato e calcolato interamente nel tuo browser.

Nessun dato inviato Risultato immediato Controllo MOD 97 e CIN

Questo strumento esegue solo una verifica formale dell'IBAN (algoritmo MOD 97 e controllo del CIN) e identifica la banca tramite il codice ABI pubblico. Non verifica l'esistenza del conto né l'identità dell'intestatario: per la verifica del beneficiario (VoP), obbligatoria dal 9 ottobre 2025, fai riferimento alla tua banca.

I calcoli avvengono solo nel tuo browser. L'IBAN che inserisci non viene inviato né salvato.

Guida Aggiornato a luglio 2026. Metodo conforme allo standard ISO 7064 (MOD 97-10).

Che cos'è l'IBAN e come è composto?

L'IBAN (International Bank Account Number) è il codice che identifica in modo standardizzato un conto corrente a livello internazionale, così da rendere bonifici e addebiti più rapidi e meno soggetti a errori. Un IBAN italiano è lungo 27 caratteri e si compone, nell'ordine, di: la sigla del paese IT, due cifre di controllo internazionali, un carattere di controllo nazionale chiamato CIN, il codice ABI della banca (5 cifre), il codice CAB dello sportello o filiale (5 cifre) e infine il numero di conto (12 caratteri, anche con lettere). Ogni parte ha una funzione precisa: insieme, banca, filiale e numero di conto individuano un conto specifico, mentre le cifre di controllo e il CIN servono a riconoscere subito eventuali errori di trascrizione.

ParteLunghezzaSignificato
IT2Paese (Italia)
kk2Cifre di controllo internazionali (MOD 97)
CIN1Carattere di controllo nazionale
ABI5Codice della banca
CAB5Codice della filiale
conto12Numero di conto corrente

Il CIN, carattere di controllo tutto italiano

Il CIN (Control Internal Number) è il carattere di controllo nazionale italiano: una singola lettera, calcolata a partire dai 22 caratteri che compongono ABI, CAB e numero di conto. Serve, insieme alle cifre di controllo internazionali, a individuare gli errori di digitazione prima ancora di inviare un bonifico. Il calcolo assegna a ciascun carattere un valore numerico, distinguendo le posizioni dispari da quelle pari, ne somma i valori, calcola il resto della divisione per 26 e converte il risultato in una lettera da A a Z. È lo stesso principio del carattere di controllo del codice fiscale: un piccolo controllo matematico che permette a moduli e gestionali di segnalare subito un codice scritto male, senza interrogare alcun archivio.

La costruzione di un IBAN italiano, in due controlli

Per costruire un IBAN italiano si parte dalle coordinate del conto: codice ABI, codice CAB e numero di conto. Prima si calcola il CIN con il metodo descritto sopra. Poi si calcolano le due cifre di controllo internazionali secondo lo standard ISO 7064 (MOD 97-10): si mette in coda alla stringa la sigla del paese seguita da «00», si convertono le lettere in numeri (A vale 10, B vale 11, e così via fino a Z che vale 35), si calcola il resto della divisione del numero così ottenuto per 97 e si sottrae da 98. Il risultato, espresso a due cifre, sono le cifre di controllo. Il nostro strumento esegue automaticamente tutti questi passaggi: ti basta inserire ABI, CAB e numero di conto.

Un esempio numerico, dal conto all'IBAN

Prendiamo coordinate di comodo: ABI 03069, CAB 09400, conto 100000012345. I valori qui sotto sono l'uscita del motore di questa pagina, passaggio per passaggio.

  1. Corpo del BBAN. Si concatenano ABI, CAB e conto: 0306909400100000012345, esattamente 22 caratteri.
  2. CIN. Sui 22 caratteri si applicano le tabelle dei valori dispari e pari, si sommano i valori, si prende il resto della divisione per 26 e lo si converte in lettera. Risultato: G.
  3. Stringa per il MOD 97. Si scrive il BBAN completo, cioè CIN più ABI, CAB e conto, seguito dalla sigla del paese e da due zeri: G0306909400100000012345IT00.
  4. Conversione in numero. Ogni lettera diventa il suo valore (A vale 10, fino a Z che vale 35): 160306909400100000012345182900.
  5. Cifre di controllo. Il resto della divisione per 97 è 7; 98 meno 7 fa 91. Sono le due cifre che seguono la sigla IT.

L'IBAN completo è quindi IT91G0306909400100000012345, 27 caratteri. Rimettendolo nella scheda «Verifica» il controllo lo dà formalmente valido, e la scheda «Banca» legge dall'ABI 03069 il nome dell'istituto. Se cambi una sola cifra del conto, il resto della divisione per 97 non torna più 1 e l'IBAN viene rifiutato: è esattamente il refuso che questo doppio controllo esiste per intercettare.

Che differenza c'è tra IBAN, BIC/SWIFT, ABI e CAB?

Sono codici diversi che identificano cose diverse. L'IBAN identifica un singolo conto corrente. Il BIC (o codice SWIFT) identifica la banca a livello internazionale ed è usato soprattutto nei bonifici dall'estero. L'ABI è il codice numerico di 5 cifre che identifica la banca all'interno dell'IBAN italiano, mentre il CAB identifica la specifica filiale o sportello. In pratica, ABI e CAB sono già contenuti nell'IBAN: leggendoli si può risalire alla banca e alla filiale, ed è proprio quello che fa la sezione «Banca» di questo strumento.

Lunghezza dell'IBAN, paese per paese

La lunghezza dell'IBAN cambia da paese a paese: tutti iniziano con due lettere per la nazione e due cifre di controllo, ma la parte successiva (il BBAN) ha formati diversi. Ecco le lunghezze totali per alcuni paesi europei più comuni. La verifica formale di Cifrel (controllo MOD 97 e lunghezza) funziona con gli IBAN di tutti questi paesi; l'identificazione di banca, ABI e CAB è invece specifica per l'Italia.

PaeseCaratteriPaeseCaratteri
Italia27Spagna24
Germania22Paesi Bassi18
Francia27Belgio16
Regno Unito22Austria20
Svizzera21Portogallo25
Irlanda22Grecia27
Lussemburgo20Polonia28

Questo strumento verifica che il conto esista davvero?

No, ed è una distinzione fondamentale. Cifrel esegue una verifica puramente formale: controlla che l'IBAN sia scritto correttamente (cifre di controllo e CIN) e identifica la banca dal codice ABI. Non può sapere se il conto esiste, se è attivo o a chi appartiene, perché questa informazione è custodita dalle banche. Il controllo dell'intestatario si chiama verifica del beneficiario (VoP, Verification of Payee) ed è obbligatorio nell'Unione Europea dal 9 ottobre 2025: viene eseguito dalla tua banca al momento del bonifico, confrontando IBAN e nome del beneficiario. Usa quindi questo strumento per evitare errori di trascrizione, non per confermare l'identità di chi riceverà il pagamento.

Perché un IBAN formalmente valido può far fallire il bonifico?

Perché correttezza formale ed esistenza del conto sono due cose diverse. MOD 97 e CIN dicono soltanto che i caratteri sono coerenti fra loro: un IBAN costruito a tavolino che superi entrambi i controlli resta formalmente valido pur non corrispondendo ad alcun conto. Il bonifico si ferma più avanti, quando la banca del beneficiario non trova il conto, quando il conto è stato chiuso, oppure quando la verifica del beneficiario segnala che il nome non corrisponde all'IBAN. In pratica il controllo formale intercetta il refuso prima dell'invio; non promette che dall'altra parte ci sia il conto giusto, e nemmeno che ce ne sia uno.

L'IBAN va scritto con o senza spazi?

Nella forma elettronica va scritto tutto attaccato: 27 caratteri per l'Italia, senza spazi né trattini. I gruppi di quattro caratteri che vedi stampati sugli estratti conto servono solo a leggerlo e a ricopiarlo a mano senza perdere il segno. Qui puoi incollarlo come capita: prima di ogni controllo lo strumento toglie spazi, trattini e punteggiatura e porta le lettere in maiuscolo, quindi «IT91 G030 6909 4001 0000 0012 345» e «it91g0306909400100000012345» danno lo stesso risultato. Nei moduli online conviene comunque la forma senza spazi, perché alcuni sistemi contano i caratteri prima di ripulirli.

I miei dati sono al sicuro?

Sì. Tutti i calcoli avvengono direttamente nel tuo browser: l'IBAN e le coordinate che inserisci non vengono mai trasmessi a un server, né salvati. Chiudendo o ricaricando la pagina, i dati spariscono. Puoi leggere i dettagli nell'informativa sulla privacy. I nomi delle banche derivano dai codici ABI/CAB pubblici e sono forniti a scopo informativo.