Strumento gratuito

Codice Fiscale Inverso

Incolla un codice fiscale per risalire ai dati: data di nascita, sesso e comune o Stato estero di nascita. Immediato, gratuito e calcolato interamente nel tuo browser.

Nessun dato inviato Risultato immediato Omocodia riconosciuta
Prova:
Dati ricavati

I dati sono ricavati dalla struttura del codice, non da un archivio: nessuna anagrafe viene interrogata. Un codice formalmente valido può non essere mai stato attribuito a nessuno. Per la verifica ufficiale usa il servizio dell’Agenzia delle Entrate.

I calcoli avvengono solo nel tuo browser. Il codice che inserisci non viene inviato né salvato.

Guida

I dati che il codice porta con sé

Da un codice fiscale si ricavano la data di nascita, il sesso e il comune o lo Stato estero di nascita, oltre alla correttezza formale del sedicesimo carattere. Il nome e il cognome, invece, non si possono ricostruire con certezza: il codice ne conserva solo sei lettere, troppo poche per risalire alle parole originali.

Il motivo sta nel modo in cui quelle sei lettere vengono scelte: tre consonanti (o vocali di riserva) dal cognome e tre dal nome, secondo regole fisse. La compressione è a senso unico. La sigla «RSS» corrisponde a Rossi, ma anche a Russo e a Rosso; «MRA» vale sia per Mario sia per Maria sia per Mauro. Uno strumento che promette di restituire nome e cognome completi sta in realtà proponendo ipotesi: un elenco di nomi frequenti abbinati per tentativi alla sigla, senza alcuna garanzia che quello giusto sia in lista.

Come si legge il codice fiscale, posizione per posizione?

Il codice fiscale si legge a blocchi di posizioni fisse: sei lettere per cognome e nome, due cifre per l’anno, una lettera per il mese, due cifre per giorno e sesso, quattro caratteri per il luogo di nascita e un carattere di controllo finale. La tabella mostra ogni blocco sull’esempio RSSMRA80A01H501U.

PosizioniEsempioCosa contengono
1-3RSSCognome: prime tre consonanti, poi vocali, poi X
4-6MRANome: consonanti (1ª, 3ª e 4ª se sono quattro o più)
7-880Anno di nascita, ultime due cifre
9AMese di nascita, una lettera (tabella sotto)
10-1101Giorno e sesso: 01-31 uomini, 41-71 donne
12-15H501Comune o Stato estero di nascita (codice Belfiore)
16UCarattere di controllo, calcolato sui 15 precedenti

Il mese usa dodici lettere non consecutive: alcune, come F, G, I e O, sono saltate per evitare ambiguità. Il giorno delle donne viene aumentato di 40, così un valore da 41 a 71 indica sempre una persona di sesso femminile. Queste regole vengono dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1976, che definisce ancora oggi il sistema di codifica.

LetteraMeseLetteraMese
AGennaioLLuglio
BFebbraioMAgosto
CMarzoPSettembre
DAprileROttobre
EMaggioSNovembre
HGiugnoTDicembre

Ricostruire la data di nascita: anno, mese, giorno

La data di nascita occupa le posizioni dalla 7 alla 11: due cifre per l’anno, una lettera per il mese e due cifre per il giorno. Se il giorno supera 40 si sottrae 40, e si sa che è una donna. L’unico dato che il codice non scioglie da solo è il secolo.

Un esempio: in BNCLRA92D55F205E le posizioni 7-11 sono «92D55». L’anno è 92, la D indica aprile e 55 meno 40 fa 15: una donna nata il 15 aprile 1992. Sul secolo il codice è ambiguo per costruzione, perché «92» vale tanto per il 1992 quanto per il 2092. Lo strumento in cima alla pagina applica l’unico criterio certo: se la lettura nel Duemila porta a una data futura, resta solo il Novecento (80 significa 1980); altrimenti mostra entrambe le possibilità (04 può essere 1904 o 2004, e a distinguerle serve il contesto).

La lettura inversa quando il codice è omocodico

L’omocodia è il caso in cui due persone otterrebbero lo stesso codice fiscale. Per distinguerle, l’Agenzia delle Entrate sostituisce una o più cifre con lettere, partendo dall’ultima cifra a destra. Il calcolo inverso continua a funzionare perché la sostituzione segue una tabella fissa: ogni lettera corrisponde a una sola cifra.

CifraLetteraCifraLettera
0L5R
1M6S
2N7T
3P8U
4Q9V

Riprendiamo l’esempio: la variante omocodica di RSSMRA80A01H501U è RSSMRA80A01H50MM. La cifra 1 del codice Belfiore diventa M (1 → M nella tabella) e l’ultimo carattere, ricalcolato sui nuovi quindici, diventa anch’esso M. Per decodificare basta fare il percorso al contrario: ogni lettera tra L, M, N, P, Q, R, S, T, U e V trovata in una posizione che dovrebbe essere numerica torna a essere la sua cifra. Lo strumento segnala i codici omocodici e mostra le posizioni riconvertite, così «H50M» viene letto come H501, Roma.

Un esempio completo: decodifichiamo RSSMRA80A01H501U

Leggiamo il codice blocco per blocco, nell’ordine in cui è scritto. Ogni blocco si interpreta da solo, senza bisogno degli altri; solo il carattere finale li richiama tutti, perché è calcolato sui quindici caratteri precedenti e conferma che il codice non contiene errori di trascrizione.

BloccoLettura
RSSSigla del cognome: compatibile con Rossi, Russo, Rosso
MRASigla del nome: compatibile con Mario, Maria, Mauro
80Anno: 1980 (il 2080 è nel futuro, quindi il dubbio non si pone)
AMese: gennaio
01Giorno 1; sotto 41, quindi uomo
H501Codice Belfiore di Roma
UCarattere di controllo: coerente con i 15 precedenti

Risultato: un uomo nato a Roma il 1º gennaio 1980, codice formalmente valido. Le prime sei lettere restano sigle: potrebbe chiamarsi Mario Rossi come Mauro Russo, e dal codice non c’è modo di saperlo.

I dati ricavati sono ufficiali?

No. I dati mostrati derivano soltanto dalla struttura del codice, applicando al contrario l’algoritmo pubblico di codifica: nessun archivio viene interrogato e niente esce dal tuo browser. Un codice può quindi risultare formalmente valido anche se non è mai stato attribuito a nessuno, o contenere un refuso che sposta data e luogo.

Per sapere se un codice fiscale esiste davvero ed è associato a una persona reale c’è un solo canale: il servizio di verifica dell’Agenzia delle Entrate, l’unico ente che attribuisce i codici e ne gestisce le correzioni. Se invece parti dai dati anagrafici e ti serve il codice, usa il calcolo diretto del codice fiscale di Cifrel; lì trovi anche la modalità di verifica, per controllare in un passaggio che un codice sia scritto correttamente. Le regole applicate in questa pagina sono quelle del decreto del 1976, tuttora in vigore a luglio 2026.