Il calcolo per chi è nato all’estero: il codice Z
Il codice fiscale di chi è nato fuori dall’Italia si costruisce con lo stesso algoritmo usato per chi è nato in un comune italiano, con una sola differenza: al posto del codice catastale del comune si usa il codice dello Stato estero di nascita, che inizia sempre con la lettera Z. La Romania è Z129, il Marocco Z330, la Germania Z112, la Cina Z210. Il nostro elenco comprende i codici di 294 Stati e territori esteri, inclusi quelli che non esistono più: chi è nato in Jugoslavia (Z118) o in Unione Sovietica (Z135) usa il codice dello Stato dell’epoca, non quello attuale. Nel campo del calcolatore basta digitare il nome italiano dello Stato, come «Romania» o «Filippine».
Conta lo Stato di nascita, non la cittadinanza: un cittadino tedesco nato a Milano usa F205 (Milano), un cittadino italiano nato a Monaco di Baviera usa Z112 (Germania).
Come si ottiene il codice fiscale ufficiale?
Il calcolo online serve per compilare moduli e controllare un codice, ma l’attribuzione vera la fa solo l’Agenzia delle Entrate. Il canale giusto dipende dalla tua situazione:
| Situazione | Dove si richiede |
|---|---|
| Ingresso in Italia per lavoro subordinato o ricongiungimento familiare | Lo sportello unico per l’immigrazione della prefettura attribuisce il codice fiscale nell’ambito della stessa pratica |
| Richiesta o rinnovo del permesso di soggiorno | La questura attribuisce il codice fiscale insieme alla pratica di soggiorno |
| Già in Italia, altri casi (studio, casa, utenze, conto corrente) | Un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, con il modello AA4/8 compilato e firmato, su appuntamento o via PEC |
| Residente all’estero | La rappresentanza diplomatico-consolare italiana del Paese di residenza; dal 2025 molti consolati trattano solo casi limitati e suggeriscono di delegare una persona in Italia a presentare il modello AA4/8 a un ufficio dell’Agenzia |
Le fonti ufficiali sono la scheda dell’Agenzia delle Entrate sul codice fiscale e la pagina del Ministero degli Esteri per le richieste dall’estero. L’attribuzione è gratuita: nessun ufficio pubblico chiede un pagamento per il rilascio del codice.
I documenti da portare, UE ed extra UE
Insieme al modello AA4/8 va presentato un documento, e qui cittadini UE ed extra UE seguono regole diverse:
| Chi | Documenti accettati |
|---|---|
| Cittadini UE | Un documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto) |
| Cittadini extra UE | Passaporto con visto (dove richiesto), oppure attestazione della rappresentanza diplomatica o consolare in Italia con foto, oppure permesso di soggiorno valido, oppure carta d’identità rilasciata dal comune di residenza |
| Minori | Richiesta presentata da un genitore con il proprio documento e un documento o certificato di nascita del minore |
L’elenco completo è nelle istruzioni ufficiali del modello AA4/8 (PDF dell’Agenzia delle Entrate).
Che differenza c’è tra cittadini UE ed extra UE?
Per il calcolo, nessuna: l’algoritmo guarda solo i dati anagrafici. Le differenze sono tutte nella procedura di rilascio. Un cittadino UE può presentarsi a un ufficio dell’Agenzia delle Entrate con la sola carta d’identità del suo Paese e ottenere il codice come farebbe un italiano. Un cittadino extra UE deve invece dimostrare la regolarità della presenza in Italia (visto, permesso di soggiorno o attestazione consolare), e in due casi frequenti non deve fare nulla: se entra per lavoro subordinato o ricongiungimento familiare il codice arriva dallo sportello unico, se chiede il permesso di soggiorno arriva dalla questura. Chi è extra UE e ancora all’estero (per esempio un futuro studente o chi sta comprando casa) passa dal consolato o da un delegato in Italia.
Perché il codice calcolato online è «non ufficiale»?
Per due motivi. Il primo è l’omocodia: quando due persone con dati simili otterrebbero lo stesso codice, l’Agenzia delle Entrate modifica quello della seconda sostituendo alcune cifre con lettere. In quel caso il codice reale non coincide con quello calcolato dall’algoritmo, e nessun calcolatore può saperlo in anticipo. Il secondo è che il codice fiscale è un atto amministrativo: esiste solo quando l’Agenzia lo attribuisce e lo registra in Anagrafe Tributaria. Il calcolo online resta utilissimo per compilare un modulo o controllare una trascrizione, ma per contratti, sanità e banca serve il codice attribuito, che puoi verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Diffida dei siti che vendono «certificati» del codice fiscale: il rilascio è gratuito.
Neonati e coniugi stranieri: due percorsi diversi
Per i neonati in Italia il codice arriva da solo: lo attribuisce il comune alla prima iscrizione all’anagrafe (ANPR) al momento della dichiarazione di nascita, e la prima tessera sanitaria viene spedita a casa. Vale anche per i figli di genitori stranieri nati in Italia. Se il bambino è nato all’estero, il codice va richiesto con la procedura ordinaria: modello AA4/8 presentato da un genitore, con il codice dello Stato estero di nascita.
Per il coniuge straniero la strada dipende da dove si trova. Se è già in Italia con permesso di soggiorno o in fase di ricongiungimento familiare, il codice arriva da questura o sportello unico. Se è ancora all’estero e il codice serve subito (per esempio per l’acquisto di una casa cointestata o una pratica notarile), la via più rapida è delegare una persona in Italia a presentare il modello AA4/8, come indicano i consolati dal 2025.
Quanto costa ottenere il codice fiscale?
Niente. L’attribuzione è gratuita in tutti i canali: sportello unico, questura, ufficio dell’Agenzia delle Entrate e consolato. Non ci sono marche da bollo né diritti di segreteria, e nessun ufficio pubblico chiede un pagamento per rilasciare il codice o per stamparne un duplicato. I siti che vendono «certificati» o «pratiche accelerate» per il codice fiscale vendono un servizio di intermediazione privato, non un atto ufficiale: l’unico documento che vale è quello attribuito dall’Agenzia delle Entrate, che puoi sempre ricontrollare gratis sul suo sito.
Il cognome ha lettere accentate o non latine: come viene scritto?
Prima di contare le lettere, l’algoritmo toglie accenti, apostrofi, trattini e spazi e riporta le lettere accentate alla forma base. Così «Müller» viene letto come MULLER e dà MLL, esattamente come «Muller»; «Nowák» dà NWK; «O’Brien» dà BRN. I cognomi composti si trattano come un’unica sequenza di lettere: «van der Berg» dà VND. Se il tuo nome è scritto in un alfabeto diverso da quello latino, vale la traslitterazione riportata nei documenti anagrafici italiani: il codice segue quella, non la grafia che usi di solito. È uno dei motivi più frequenti per cui il codice calcolato non coincide con quello stampato sulla tessera.
Ho già un codice fiscale rilasciato anni fa: vale ancora?
Sì. Il codice fiscale si attribuisce una volta sola e non scade: non decade se lasci l’Italia, se il permesso di soggiorno scade o se cambi residenza. Cambia soltanto se cambiano i dati anagrafici su cui è costruito, per esempio dopo una rettifica del nome o della data di nascita, e in quel caso è l’Agenzia delle Entrate a riattribuirlo. Se hai perso il tesserino non devi rifare la domanda: si chiede un duplicato, oppure si continua a usare gli stessi 16 caratteri, che restano validi.